LA TERRA ALLE PORTE DEL VENTO

Prima esecuzione assoluta

L’idea di comporre questo brano nasce dalla necessità di aggiungere al mio percorso di studi una composizione per voce e orchestra su testo originale, scritto su mia richiesta da Eric Balossini. Ovvero lavorare in parallelo musica e parole. In questa versione per sola orchestra ho lasciato che il testo suscitasse in me le immagini e le emozioni di una terra a me cara.

Questa è la mia terra / alle porte del vento. / Profuma di grano e aranci / e da qui ha inizio il mio canto. / La mia isola ha una sola voce / quella del vulcano, / il resto è silenzio / a coprire i volti / e le parole. / È un silenzio antico / immerso nel mare / che tutto circonda, /un silenzio di pietre / di rughe scolpite, / di sguardi taciuti, / un silenzio immobile / come il tempo. / Qui tutto eternamente /tace. /Molti hanno lasciato / questo silenzio, / questa terra di confine / dove tutto sembra terminare. / Ma io resto qui, / resto per mio padre, / caduto per mani vigliacche / a Palermo d’estate, / e per gli altri / che negli occhi / avevano una luce diversa, / la luce di un’idea. / Resto / per i miei figli, / per dare loro / altre lune / un altro cielo, / una terra dove camminare / a testa alta e senza paura. / Resto malgrado questo vento / di scirocco che filtra tra le case, / malgrado il poco tempo che abbiamo, / malgrado questo cielo / che non ha più ali, / e scelgo questa invisibile trincea / questa guerra / dove cadono solo i giusti. / Resto per dare vita alla vita. / E non mi arrendo, / non lo farò mai, / chi è caduto non si è arreso. / Questo coraggio / va riconosciuto / e onorato. / Voglio tornare ad abbracciare / Il frutto della mia terra, / tornare ad uno sguardo / sereno e puro / come l’infanzia dovrebbe avere, / ma qui il futuro / non offre riparo, / gli occhi dei bambini splendono / ma brillano di luce malinconica. / È per questi occhi, / per quelli che si schiuderanno ancora, / che chiedo giustizia, / è per quelli che verranno / che voglio verità. / Voglio un cielo diverso / e grato alla bellezza / che tutto avvolge, / voglio una verità / che tarda ad arrivare / come tarda a maturare / il melograno. / Voglio che i miei figli / sappiano tutto dei fiori / e non del dolore, / che conoscano la rosa dei venti / e il valore del pane. / Voglio che tutto torni semplice / e puro come acqua sorgiva / come una carezza sulla fronte, / come l’ultimo bacio di mio padre. / Soltanto questo voglio, / vi sembrerà poco, / ma basta poco / per essere felici.

 

LORENZO PASQUALUCCI

Si laurea in Composizione col massimo dei voti nel 2016 presso il Conservatorio Statale di Musica “A.Casella” dell’Aquila. Attualmente frequenta il Biennio di II Livello in Composizione con il M° Mauro Cardi e il Triennio di I livello in Direzione d’orchestra con il M° Marcello Bufalini.

Tra le sue principali composizioni ci sono Dobru noc per voce, flauto, arpa e viola scritto per la Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”; Idillio per violino e viola per l’Accademia “LuogoArte”; Variazioni Storiche per pianoforte per la IV rassegna “Piazzette in Musica” di Subiaco. Nel 2018 vince il Progetto Sperimentazione Cultura Giovani – Bando Siae S’illumina Copia privata per i giovani, per la cultura- avviato dalla Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli”.

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